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Lo scandalo UBS
Quello che è capitato ha dell'incredibile.
I vecchi dirigenti dell'Unione di Banche Svizzere, con la loro arroganza e una buona dose di incompetenza, se non di stupidità, hanno quasi liquidato non soltanto il sistema finanziario svizzero, ma anche la Svizzera stessa.
Secondo Pierre Mirabeau, Presidente dell'Associazione Svizzera dei Banchieri, UBS ha avuto una prolungata e sistematica attività delittuosa.
I vcchi dirigenti si sono invaghiti a tal punto di alcuni manager americani assetati di ricchezza, quali Bradley Birkenfeld, a tal punto da cedergli totalmente la direzione della banca.
Alla fine, per non venire espulsa dagli Stati Uniti, UBS ha accettato di violare il segreto bancario svizzero, consegando il nome di ben 300 clienti alle autorità fiscali americane.
Per riparare un delitto, ne è stato commesso un altro. È vero che UBS ha sottoposto l'accordo concluso con gli Stati Uniti (dove ammette umilmente tutti i reati commessi) all'avallo dell'autorità di controllo sui mercati finanziari (FINMA).
Ma la consegna è stata fatta appositamente per anticipare il divieto pronunciato d'urgenza pochi giorni dopo dal Tribunale Amministrativo Federale.
L'impressione generale è che tanto il governo svizzero, quanto i dirigenti delle grandi banche non sianno in grado da soli di fronteggiare questa crisi.
Occorre che i clienti esteri si rivolgano al più presto agli avvocati specializzati in materia bancaria per evitare che le banche cedano alle presioni degli altri Stati consegnando furtivamente i loro dati.
Attualmente una sorvelglianza anticipata (se non una messa in guardia preventiva del cliente contro la sua banca) è il solo mezzo per proteggere l'investitore dalle bizzarrie di dirigenti nel panico.
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