Perché soprattutto i clienti del CS sono colpiti dal fallimento della LB e perché fra di loro ci sono moltissimi “piccoli risparmiatori”?
Cos’è il senso della complicata lettera circolare, nella quale il CS garantisce loro di aiutarli nel caso in cui volessero partecipare alla procedura fallimentare contro la Lehman Brothers … a New York?
Figurarsi se un investitore che ha perso anche fino a 500'000 franchi ha voglia di imbarcarsi in una simile avventura.
Tra avvocati americani e traduttori un processo del genere costa almeno $ 1 milione e arrischia di durare tra 5 e 10 anni
Soltanto i colossi possono partecipare a un simile processo.
Perché allora il CS illude i suoi clienti?
Non pensa alla sua immagine e al fatto che il consenso del cittadino, orgoglioso delle sue banche, è stato per mezzo secolo il principale motore di sviluppo della piazza finanziaria svizzera?
D’altra parte, secondo legge è giusto che le banche possano lavarsene le mani e lasciare tutte le perdite sul conto dei clienti?
Noi non lo pensiamo.
Ogni caso è diverso dall’altro beninteso; ma il CS si trova in una posizione di conflitto d’interesse potenziale.
La sua relazione di partenariato con la Lehman Brothers e il fatto di avere “spinto” i prodotti della Lehman anche presso i piccoli risparmiatori non lo mette al riparo da una sua responsabilità.
A noi sono noti casi in cui l’investimento nei prodotti strutturati LB è stato proposto per telefono senza nemmeno spiegare il rischio di questi prodotti.
D’altra parte è anche vero che il Credit Suisse ha adottato una politica di vendita “aggressiva”. Quasi mai il cliente ha chiesto i prodotti della Lehman, mentre di regola era il consulente a spingerli.
Una direttiva dell’Associazione Svizzera dei Banchieri ricorda che la legge sulle borse impone di spiegare “in funzione dell’esperienza del cliente e delle sue conoscenze in materia (…) i tipi di operazioni e gli investimenti che possono implicare particolari rischi”.