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UBS versus Crédit Suisse? NEWS  

ULTIMA ORA
 La pubblicazione dei bilanci 2008 di UBS e di Credit Suisse rende per ora inagibile anche la fusione. Le due banche sono a picco. Nuove perdite di 20 miliardi per l'UBS (anche dopo aver appiccicato allo Stato 60 miliardi di titoli tossici e aver ottenuto un prestito di 6 miliardi) e di 8 miliardi per il Credit Suisse.
In queste condizioni, una fusione condurrebbe alla banca più fallimentare del mondo.
La Bed Bank ipotizzata dai dottor Stranamore della finanza mondiale, in realtà c'è già.

La voce circola insistente nei mercati finanziari. Siamo di fronte a una fusione tra la banca UBS e la banca Crédit Suisse. Infatti la capitalizzazione di borsa di UBS è scesa al punto tale da renderla appetibile a molte corporations straniere, a fondi sovrani oppure a banche asiatiche, germaniche o inglesi.

Finora nessuno ha lanciato un take over sull’UBS per l’impossibilità di calcolare l’esposizione debitoria reale dell’istituto.

Se tuttavia, come appare probabile, l’UBS riuscirà a dimostrare di aver riportato il debito sotto controllo, automaticamente scatteranno gli appetiti stranieri. Siccome l’UBS è fondamentale per la piazza finanziaria svizzera, un simile scenario potrà venire scongiurato unicamente da una fusione con il Crédit Suisse, che a quanto pare è caldeggiata dalla Banca Nazionale Svizzera.

La storia ricorda che dopo la crisi dell’ Hedge found Long-term capital management  (Ltcm degli anni ‘90), le tre grandi banche svizzere diventarono due con l’assorbimento della Società di Banca Svizzera da parte di UBS (di fatto con la presa di potere del managament di SBS su UBS). Dopo questa nuova crisi, delle due grandi banche svizzere ne rimarrà una sola.

Fin qui quanto avevamo scritto il 29 settembre 2008, allorquando la gravità della situazione contabile dell'UBS non era ancora stata rivelata.

Poi,
15 giorni dopo che la dirigenza UBS aveva annunciato di avere ripreso saldamente il timone in mano, c'è stato l'improvviso annuncio dell'aiuto di CHF 64 miliardi prestato dalla Confederazione.
Certo per la dirigenza UBS si tratta di un affare per la Confederazione; infatti la Banca Nazionale Svizzera riprende CHF 58 miliardi di titoli che non sono per nulla tossici, ma presentano un rischio di perdite di soli CHF 6 miliardi che UBS si è fatta prestare dalla Confederazione per pagare la BNS.

In realtà il tasso di interesse del prestito di ben il 12,5% (come il leasing dell'automobile acquistata da uno scapestrato) dimostra che si tratta di un'operazione ad alto rischio.
Inoltre il fatto che nessuno, all'infuori dello Stato Svizzero, abbia accettato di concludere un simile affare, può fare seriamente dubitare che si tratti veramente di un affare.

Ora sul SonntagsZeitung del 23 novembre 2008, il direttore della Commissione Federale delle Banche (CFB) Daniel Zuberbühler annuncia un nuovo massiccio intervento statale per (ri)salvare UBS.

Esclude però la fusione UBS/CS "perchè non vogliamo un simile Mostro nel nostro piccolo paese".

Ciò a cui si resiste persiste,
dice un proverbio.

Se Daniel Zuberbühler escude con tale violenza l'ipotesi di una fusione tra UBS e CS è perchè questa ipotesi è ormai inevitabile.

Al signor Zuberbühler bisognerebbe altresì sommessamente porre la domanda se sia ancora al posto giusto. È stato nominato direttore agli albori, allorquando la CFB era un piccolo ufficio nella città vecchia di Berna, ed è quindi cresciuto con un'innata sudditanza verso i potentati economici e politici. Ora che presiede un organo diventato un "mostro" (per riprendere le sue parole) dovrebbe chiedersi come mai nel passato non ha mai avuto nulla da dire sull'enorme esposizione dell'UBS nell'incerto mercato immobiliare americano. Segnalare alla CFB le situazioni a rischio delle banche, è poi il suo lavoro.

Sembra quasi che l'insegnamento di questa crisi, sia che i capitani pensano soprattutto ad allacciare i contatti necessari per salvare la loro posizione personale, poco importa se la nave poi affonda.


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